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Prigione
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La mwcgprigione (anche mwcwcarcere, mwdapenitenziario, mwdqcasa circondariale)cite-ref-1[1] è un mwegluogo, generalmente sotto l'mwewamministrazione diretta di uno mwfaStato, in cui sono mwfqreclusi individui resi privi di mwfglibertà personale in quanto riconosciuti colpevoli di mwfwreati, per i quali sia prevista una mwgapena detentiva.
Negli Stati di diritto la detenzione ha luogo normalmente solo per irrogazione di tale pena a seguito di un mwggprocesso; alcuni soggetti possono essere rinchiusi nel luogo di detenzione anche per cause diverse, come ad esempio la cosiddetta mwgwcustodia cautelare.
Contents
• Storia
• Medioevo
• Cina
• Italia
• Germania
• Svezia
• Note
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Storia
Età antica
Le prigioni nacquero verosimilmente al sorgere della civile convivenza nelle società umane organizzate e svolsero inizialmente la funzione di allontanare dalla vita attiva e separare dalla comunità quei soggetti che il potere dominante considerava minacciosi per sé e/o nocivi alla comunità stessa. Ne troviamo per esempio menzione nella mwiaBibbia in Gn mwiq39,7cite-ref-2[2], quando mwjgGiuseppe, figlio di mwjwGiacobbe, fu arrestato dai fratelli e calato in una cisterna in attesa di essere venduto come mwkaschiavo. Le prime notizie di una certa precisione risalgono a fatti contenuti nella mwkqBibbia, nella mwkgGrecia antica e nella mwkwciviltà romana. Dell'mwlaantica Grecia funzionava il mwlqsofronistero dove erano rinchiusi i minorenni traviati, e il mwlgmwlwpritaneo dove fu rinchiuso mwmaSocrate, trenta giorni prima di ingoiare la mwmqcicutacite-ref-3[3].
Presso i greci e i romani le prigioni erano composte da ambienti in cui i prigionieri erano protetti da un semplice vestibolo, nel quale, in taluni casi, avevano la libertà di incontrare parenti e amici, anche al fine di fare versare un mwnwrisarcimento alla vittima, che poteva portare a una cancellazione o mitigazione della pena. Il carcere, comunque, non veniva mai preso in considerazione come misura punitiva, in quanto esso serviva in linea di principio mwoaad continendos homines, non ad puniendos. Nel mwoqdiritto romano il carcere era considerato un mezzo di mwogreclusione preventiva in attesa della pena mwowcapitale o mwpacorporale; non esisteva quindi l'mwpqergastolo. Tra le prigioni romane più celebri si ricorda il mwpgcarcere Mamertino che era riservato a coloro che si macchiavano di reati contro lo Stato, dove furono relegati tra gli altri gli mwpwapostoli mwqaPietro e mwqqPaolo prima del mwqgmartirio.
Medioevo
I mwrqregni romano-barbarici introdussero la faida che autorizzava direttamente la vittima a rivalersi in qualsiasi misura sull'aggressore, anche nel senso che un guerriero forte e combattivo aveva sempre ragione. Nel mwrgsistema feudale alla vendetta privata si sostituì la composizione pubblica; giudice era il feudatario con dominio sul territorio. A poco a poco al feudatario si sostituì il potere prima comunale e poi del re; la carcerazione riapparve quindi prima di tutto come luogo di segregazione degli oppositori del mwrwmonarca. Il senso era che, salvo che in casi eclatanti in cui era ritenuta opportuna una punizione esemplare, il re non voleva giustificare in un processo una carcerazione che tutti sapevano essere dettata solo da motivi politici.
Il principio secondo il quale la pena deve essere espiata nelle carceri risale probabilmente all'ordinamento di mwsqdiritto canonico, che prevedeva il ricorso all'afflizione del corpo per i chierici e per i laici che avessero peccato e commesso reati sulla base del principio che la Chiesa non ammetteva le cosiddette pene di sangue, se non nei casi ritenuti più gravi, cioè eresia e stregoneria, ossia alleanza con il demonio.
Età moderna
Più tardi, con l'istituzione dell'mwtainquisizione ecclesiastica fu introdotto il carcere a vita come strumento di espiazione morale della pena, ferma restando la possibilità della pena di morte per i reati ritenuti più gravi. A Roma fu costruito nel 1647 il Palazzo delle Prigioni (tuttora visibile)cite-ref-4[4] Non mancarono, tuttavia, fecondi esempi di apostolato: mwuqVincenzo de' Paoli (1581-1660), il quale fondò l'ordine delle mwugFiglie della Carità, benemerite dell'assistenza, oppure mwuwGiuseppe Cafasso (1811-1860) che, per avere speso tutta la sua vita in favore dei detenuti, è stato assunto a patrono dei carcerati.
Il movimento illuminista, seguendo il filone rivoluzionario e grazie a esponenti come mwvqImmanuel Kant (1724-1804), mwvgCesare Beccaria (1738-1794) e mwvwGaetano Filangieri (1753-1788), elaborò un nuovo sistema carcerario basato su principi morali, il mwwalibero arbitrio, l'integrità fisica e morale, l'istruzione e il lavoro. La pena, intesa come castigo e dolore, è volta a contrastare non più l'uomo ma il delitto come entità avulsa dal proprio autore. A causa degli austriaci fu edificato a Milano nel 1764 un carcere di tipo cellulare che si basava sull'isolamento dei detenuti.
Con l'avvento della scuola positiva che si proponeva non solo lo studio del delitto in sé, ma anche e principalmente dell'uomo delinquente, furono pubblicati i dati sperimentali di eminenti antropologi quali mwwgCesare Lombroso (1835-1909), mwwwEnrico Ferri (1856-1929) ed mwxaEnrico Pessina (1828-1916).
In epoca moderna in Francia e in Inghilterra si fece grande uso dei prigionieri come lavoratori forzati nelle colonie. Essi venivano in un primo momento venduti ai coloni come schiavi per un periodo (da 10 a 17 anni); quando i coloni sostituirono i detenuti con gli schiavi neri, meno costosi e più abbondanti, i detenuti vennero venduti come schiavi di stato per l'esecuzione di opere pubbliche in luoghi impervi. Cessato il principio della schiavitù e ridottosi molto l'uso della pena di morte i detenuti furono ammassati in isole, prima in lontane zone coloniali, poi in isole della madrepatria (famosissime Cayenna in Francia, Alcatraz negli USA e, in Italia, Asinara, Pianosa, Ventotene, ecc.) sino a quando nuove concezioni umanitarie e l'ostilità del personale di guardia verso tali sistemazioni non indussero a legare le prigioni al territorio.
Età contemporanea
Dagli mwzqanni 1980 si è ha progressivamente abbandonata la prigione (e la multa) come uniche sanzione per la violazione delle leggi penali. Sono state introdotte un po' alla volta una serie di mwzgpene alternative alla prigione come la detenzione domiciliare, l'affidamento in prova al servizio sociale, e il lavoro volontario di pubblica utilità.
Sin da allora l'Italia ha provveduto a depenalizzare una serie di fattispecie di reati minori, trasformandoli in illeciti amministrativi puniti solo con un'ammenda, anche se d'altro lato provvedeva sia a inasprimenti di pene per alcuni reati di particolare allarme sociale (mafia, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, stupro, evasione, ecc.) sia a istituire nuovi reati (mwaaatti persecutori, scambio elettorale politico-mafioso, nuove ipotesi di evasione fiscale, ecc.). Inoltre, è stata limitata la possibilità di fruire dei benefici delle pene alternative ad alcuni reati (mwaqassociazione di tipo mafioso, mwagstupro di gruppo o di minore, mwawestorsione, recidivi, ecc.) ed è stata creata una normativa di particolare rigore per detenuti che facciano parte del mwbacrimine organizzato, come per esempio il regime previsto dall'mwbqarticolo 41-bis dell'mwbgordinamento penitenziario italiano.
Caratteristiche del termine
Il termine mwcqcarcere o mwcgprigione indica, nell'uso corrente, sia il luogo dove deve viene eseguita una mwcwpena, sia una particolare tipologia edilizia destinata all'esecuzione della pena stessa.
Nella terminologia tecnico-giuridica spesso si usano solo i termini mwdqcarcere e mwdgistituto, abbreviazione di mwdwistituto di pena. Per definire la condizione di un condannato o di una persona comunque trattenuta si usa il termine mweadetenuto, talvolta con la specificazione mweqintramurario, se all'interno di un carcere, o mwegextramurario se fuori dal carcere, per esempio per una pena alternativa. Si parla altresì di periodo intramurario ed extramurario o di trattamento intramurario o extramurario. Altre espressioni, anche relative alla pena, meno comunemente usate, sono mwewbagno penale, mwfasegrete, mwfqreclusione, mwfgai lavori forzati e, con tono colloquiale, mwfwandare al fresco e mwgain gattabuia.cite-ref-5[5]
Il termine mwhgprigione deriva dal latino mwhwprehensio, che indica l'azione di prendere nel senso di catturare. Il termine mwiacarcere secondo alcuni deriverebbe dal mwiqlatino mwigcoercere (cioè costringere), secondo altri dall'mwiwaramaico mwjacarcar che significa «tumulare»cite-ref-6[6],riferendosi alla prassi di trattenere i prigionieri in cisterne sotterranee allo scopo di una più facile vigilanza: a questo fa riferimento anche l'episodio biblico di Giuseppe, usanza ripresa in epoca medioevale con i locali allora definiti mwkqsegrete.
Il primo significato di mwkwcarcere fu quello di "recinto" e, più propriamente al plurale, delle sbarre del circo, dalle quali erompevano i carri partecipanti alle corse; solo in un secondo tempo, assunse quello di prigione, intesa come costrizione o comunque luogo in cui rinchiudere soggetti privati della libertà personale.
Espressioni alternative
Spesso nel linguaggio comune vengono utilizzati diversi termini e/o locuzioni per riferirsi al concetto di mwlgcarcere.
• mwmqgalera deriva dalla pena inflitta al prigioniero in epoca antica (sino al XVIII secolo), costretto a remare nelle mwmggalee o galere, navi in legno spinte dalla forza delle braccia sui remi, prevalentemente a uso militare;
• mwnabagno penale deriva dalla conversione dei bagni pubblici di mwnqCostantinopoli in prigione nel XVI secolo, termine poi in uso a fine Ottocento per alcuni istituti penitenziari. I bagni penali furono regolamentati in Italia con Regio Decreto 19 settembre 1860, denominazione poi soppressa con il Regio Decreto 6 marzo 1890 n. 6829;
• mwnwmwoasegrete è relativo alle prigioni dei castelli medievali, in luoghi reconditi, spesso sotterranei;
• mwoggattabuia si riferiva alla scarsa illuminazione, per la presenza solo di feritoie e non finestre vere e proprie, allo scopo di impedire evasioni o perché locali sotterranei o fortezze dotate di feritoie e non di finestre;
• l'espressione mwpaal fresco si riferisce alla mancanza o alla scarsità di riscaldamento.
Le carceri private
In alcuni mwpwStati del mondo vi sono anche carceri private, ovveto prigioni gestite da soggetti privati incaricati da un'agenzia o ente governativo. Gli enti privati in genere stipulano accordi contrattuali con i governi che mettono in carcere i prigionieri e poi pagano una tariffa giornaliera o mensile, sia per ogni prigioniero nella struttura, sia per ogni posto disponibile, occupato o meno. Tali contratti possono riguardare solo la gestione di una struttura carceraria oppure la progettazione, la costruzione e la gestione della medesima cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]
Nel mondo
Cina
Il mwvqsistema penale della Cina è composto principalmente da un sistema di mwvgdetenzione amministrativa e detenzione giudiziaria. Nel 2013 mwvwmwwaComitato centrale del Partito Comunista Cinese ha approvato la graduale abolizione dei campi di lavoro coatto e la riduzione del numero dei reati per cui è prevista la mwwqpena di morte.cite-ref-10[10]
Italia
Nell'mwyqordinamento penitenziario italiano una circolare del mwygDipartimento dell'amministrazione penitenziaria del 14 luglio 2013 ha innovato, rispetto alla tradizione di mwywconfinamento in cella del detenuto lungo tutto l'arco della giornata, introducendo la “sorveglianza dinamica”cite-ref-11[11]: si tratta dell’apertura delle mw0acelle per almeno 8 ore al giorno, adeguando il regime detentivo italiano a quello dei penitenziari anglosassoni ove l'mw0qinstitution lockdown è un'eccezione che opera solo nell'imminenza di rivolte carcerarie o nelle analoghe situazioni di pericolocite-ref-12[12]. Il Garante dei detenuti mw1gMauro Palma ha in proposito sostenuto che "le regole penitenziarie europee adottate dai Governi chiariscono che una persona, qualunque sia il regime di detenzione, deve stare almeno 8 ore fuori dalla cella"cite-ref-13[13].
Germania
I penitenziari si suddividono in:
• Regolari (mw3wRegelvollzug), per colpevoli di reati già condannati in precedenza ad almeno tre mesi di privazione della libertà.
• Prima incarcerazione (mw4qErstvollzug), per colpevoli di reati i quali non siano recidivi.
• Imputazione (mw4wUntersuchungshaft), anche chiamati mw5aU-haft, per persone in attesa di giudizio ma per le quali sussistano particolari condizioni per cui, nonostante siano considerati ancora non colpevoli, la legge ne preveda la carcerazione preventiva.
Stati Uniti d'America
Le carceri negli USA sono statali e federali; nel primo caso sono gestite direttamente da ogni singolo mw5wStato federato degli Stati Uniti d'America oppure da imprese private, fenomeno incrementato soprattutto a partire dal 1984 durante la mw6apresidenza di Ronald Reagan con l'approvazione del mw6qmw6gComprehensive Crime Control Act, e sono state più volte al centro di casi e polemiche legate all'uso di violenza che le guardie adotterebbero nei confronti dei detenuti.cite-ref-14[14]
Riguardo agli istituti federali ove si può esser rinchiusi per aver commesso reati di rilevanza federale, il Federal Bureau of Prisons è l'agenzia federale governativa, dipendente dal mw8qDipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, responsabile dell'assistenza, della custodia e del controllo delle persone incarcerate nei penitenziari federali. Sebbene lo mw8gUnited States Marshals Service si occupi del trasferimento dei detenuti, in vari Stati spesso accade che società private possano essere incaricate di trasportare i prigionieri da una giurisdizione all'altra negli Stati Uniti. La principale è la Prisoner Transportation Services, con sede a Nashville.
La mw9apopolazione carceraria negli Stati Uniti d'America è inoltre la più numerosa al mondo.
Svezia
Nel paese sono state prese diverse misure al fine di ridurre la detenzione carceraria, in favore dell'applicazione di pene alternative. Nel 2013 il governo svedese ha chiuso quattro carceri grazie al successo dell'adozione di tali sanzioni.cite-ref-15[15]
Dati statistici
Gli Stati del mondo con il numero maggiore di detenuti in rapporto alla popolazione residente sono gli mw-qStati Uniti d'America, seguiti dalla mw-gCina; nell'mw-wUnione europea, rispetto alla popolazione residente, la mwaqaLettonia ha il numero maggiore di detenuticite-ref-16[16], mentre la mwaquNorvegia ne ha il minore. Ci sono poi casi particolari come la mwaqyCittà del Vaticano, che non ha nessun detenuto.cite-ref-17[17]
In generale in Europa il rapporto tra numero dei detenuti e popolazione residente è di poco maggiore che in Italia; è però molto maggiore, anche il numero dei posti nelle prigioni, come maggiore è generalmente il ricorso al lavoro in carcere, alle misure alternative alla detenzione.
Il principale progetto internazionale che si occupa di fornire dati statistici su tutti i sistemi carcerari del mondo è il mwaq0mwaq4World Prison Brief, del mwaq8Birkbeck College dell'Università di Londra.
Movimento per l'abolizione
Il movimento per l'abolizione delle carceri è una rete di gruppi e mwariattivisti che cercano di ridurre o eliminare le carceri e il sistema carcerario, e di sostituirli con sistemi di riabilitazione e istruzione che non si concentrano sulla punizione e sull'istituzionalizzazione governativacite-ref-18[18]. Il movimento abolizionista delle carceri è distinto dalla riforma carceraria convenzionale, che ha lo scopo di migliorare le condizioni all'interno delle carcericite-ref-19[19].
I sostenitori dell'abolizionismo carcerario sono un gruppo eterogeneo con idee diverse su come esattamente le carceri dovrebbero essere abolite e su cosa dovrebbe sostituirle. Alcuni sostenitori della decarcerazione e dell'abolizione delle carceri lavorano anche per porre fine all'mwarwisolamento, alla mwar0pena di morte e alla costruzione di nuove carceri attraverso riforme non mwar4riformistecite-ref-20[20]cite-ref-21[21]. Altri sostengono progetti di distribuzione di libri ai prigionieri e difendono il diritto dei prigionieri ad accedere alle informazioni e ai servizi bibliotecari. Alcune organizzazioni, come la Anarchist Black Cross, cercano l'abolizione totale del sistema carcerario senza alcuna intenzione di sostituirlo con altri sistemi controllati dal governocite-ref-22[22].
Note
cite-note-11. ↑ mwatemwatimwatmGalera, su mwatqtreccani.it.
cite-note-22. ↑ mwatgmwatkmwatoGn 39,7, su mwatsLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
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cite-note-44. ↑ Palazzo D., Appunti di storia del carcere, "Rassegna di studi penitenziari", 1967, pp. 1-23, p. 15
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cite-note-1313. ↑ A. Stella, "Detenuti e migranti, basta leggi populiste", Il Riformista, 27 giugno 2020, in cui il Garante così proseguiva: "Grave errore fanno quesgli istituti in cui stare fuori dalla mwaxgcella equivale a ciondolare nei corridoi. Il messaggio non deve essere mwaxkrinchiudeteli ma mwaxoimpegnatevi a proporre attività culturali e lavorative".
cite-note-1414. ↑ mwax4Vittorio Zucconi, mwax8mwayaStupri, torture e gladiatori Gli orrori delle carceri, in mwayemwayila Repubblica, 5 marzo 1998, p.mwaym 15.
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Voci correlate
• mwaf0Carcere minorile
• mwaf8Cella (prigione)
• mwaguErgastolo
• mwagcIstituzione totale
• mwagkLavoro carcerario
• mwag0Pena
• mwag8Processo (diritto)
• mwahePena detentiva
• mwahmPrigioniero
• mwahuPrigione sotterranea
• mwahcReclusione
• mwahkSinallagma carcerario
• mwahsTecnica penitenziaria
• mwah0mwah4World Prison Brief
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Collegamenti esterni
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• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Prigione, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
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